Archivio genealogico

Dalle carte d'archivio all'albero di famiglia.

Atti di stato civile, registri parrocchiali, annunci sui giornali: ogni riga trascritta diventa una persona, un legame, una data verificabile. Con la fonte sempre allegata, così chi verrà dopo di te saprà da dove viene ciascun dato.

Ricostruzione illustrativa di un atto di battesimo del 1572.

Liber Baptizatorum · MDLXXII
Scheda generata

Gaspare Porcella

n. 1572 · Cagliari

Evento
Battesimo, 11 gennaio 1572
Fonte
Quinque Libri, Cattedrale di Cagliari
Come funziona

Tre cose, fatte bene.

Un archivio genealogico non serve a collezionare nomi: serve a ricostruire legami e a poterli dimostrare.

Schedario d'archivio con registri manoscritti

Costruisci

Persone, famiglie, eventi e luoghi. Nascite, matrimoni civili o religiosi, unioni civili, convivenze: la scheda segue la vita reale, non uno schema rigido.

Documento contabile manoscritto del 1863

Documenta

Ogni dato porta con sé la fonte da cui proviene, con la citazione del registro e della carta. Le date incerte restano incerte: “ante 1787” non diventa 1787.

Lettere con sigilli di ceralacca e ritratti d'epoca

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Apri un ramo a un altro ricercatore, ascendenti o discendenti, in sola lettura o in modifica. Il resto del tuo archivio resta dov'era.

Il risultato

Un nome tira l'altro.

Ogni atto aggiunge una persona e chiude un anello: i genitori di un battezzato sono i coniugi di un matrimonio, il defunto di un registro è il nonno di qualcun altro. L'albero si costruisce da sé.

Bisnonni
Salvatore
Porcella
1831–1898
Maria
Sanna
1835–1901
Giovanni
Melis
1828–1894
Antonia
Carta
1833–1907
Nonni
Antonio
Porcella
1862–1929
Rosa
Melis
1864–1946
Tuo padre
Gaspare
Porcella
1892–1967
Le fonti

Pensato per gli archivi veri.

Chi fa ricerca genealogica lavora su registri disomogenei, grafie incerte e nomi scritti in dieci modi diversi. Il programma è costruito attorno a questo.

1866–1929
Stato civileNascite, matrimoni e morte dai registri comunali.
1572–1850
Quinque LibriBattesimi, matrimoni e defunti dei registri parrocchiali.
XIX–XX sec.
Annunci sui giornaliMatrimoni e necrologi dalla stampa locale.
Qualsiasi
Fonti tueDocumenti di famiglia, fotografie, lettere, ricordi.
Riservatezza

I vivi non sono materiale d'archivio.

La genealogia riguarda i defunti; le persone in vita hanno diritto alla propria riservatezza. Il programma lo tratta come una regola di sistema, non come un'impostazione da ricordarsi di attivare.

  • Chi non è tuo ospite non vede i dati delle persone presumibilmente viventi.
  • In assenza di un atto di morte, si presume in vita chi è nato da meno di cent'anni.
  • La condivisione di un ramo non apre il resto dell'archivio.
  • I tuoi dati restano tuoi: nessuna indicizzazione pubblica.

Comincia da un nome che conosci.

Un bisnonno, una data approssimativa, il paese di provenienza. Da lì si risale.